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Monastero dos Jerónimos

Lisbona · Incluso nella card

Monastero dos Jerónimos

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Il Monastero dos Jerónimos è il vertice del manuelino, il fastoso gotico tardo del Portogallo, e il monumento più visitato del Paese. Il chiostro è scolpito come un merletto, e la chiesa custodisce le tombe di Vasco da Gama, che aprì la rotta marittima per l’India, e del poeta Camões. L’ingresso alla chiesa è gratuito; il chiostro è incluso nella Lisboa Card.

Prima di andare

  • Durata della visita45 min – 1 h
  • ChiusoLunedì
  • IngressoFascia oraria
  • Momento miglioreAl mattino

Il chiostro e la chiesa dei Jerónimos

Comincia dal chiostro, la parte che tutti fotografano. Poi lascia tempo per le due sale che si aprono sul chiostro e che è facile saltare, e per la chiesa, dove è sepolto Vasco da Gama.

Il chiostro

I due piani di archi scolpiti intorno al giardino nel chiostro dei Jerónimos
Il chiostro del Monastero dos Jerónimos Foto: Jakub Hałun, CC BY 4.0

Diogo de Boitaca, il primo architetto del cantiere, lo progettò e portò a termine il piano terra. Diogo de Torralva completò la galleria superiore tra il 1540 e il 1541, dopo gli anni in cui il cantiere fu diretto da João de Castilho.

Il cambio di mano si vede. Sotto, gli archi sono un fitto lavoro manuelino; sopra c’è un parapetto rinascimentale più sobrio, con medaglioni di gusto romano.

Mettiti in un angolo e guarda dall’altra parte. Gli angoli interni sono smussati in diagonale, così il quadrato sembra un ottagono. Negli intagli ricorrono gli emblemi di Manuele I: la sfera armillare, il globo di anelli che c’è ancora sulla bandiera portoghese, e la croce dell’Ordine di Cristo.

Gran parte delle corde, delle ancore e delle creature marine che si notano ingrandendo le foto è del XIX secolo: furono aggiunte durante il restauro, scolpite nello stesso stile.

Si percorrono entrambe le gallerie, ma nel giardino al centro non si entra. La galleria superiore si raggiunge con una rampa di scale e non c’è un percorso alternativo per sedie a rotelle e passeggini.

La sala capitolare e il refettorio

Il refettorio a volta del Monastero dos Jerónimos, con gli azulejos lungo le pareti basse
Il refettorio, dove mangiavano i monaci Foto: Gerd Eichmann, CC BY-SA 4.0

Dal chiostro si aprono due sale.

La prima, la sala capitolare, fu costruita per le riunioni dei monaci ma non servì mai a quello scopo. Fu terminata solo nel XIX secolo, per ospitare la tomba dello storico e romanziere Alexandre Herculano.

Accanto c’è il refettorio, dove mangiavano i monaci. Le pareti in basso sono rivestite di azulejos del XVIII secolo (piastrelle dipinte) che raccontano la storia di Giuseppe, e il pannello vicino alla porta mostra il miracolo dei pani e dei pesci.

La tomba di Fernando Pessoa

La tomba di Fernando Pessoa in una nicchia ad arco del chiostro
La tomba di Fernando Pessoa, nella galleria nord Foto: Robert Nyman, CC BY 2.0

Fernando Pessoa è uno dei grandi poeti del Novecento. Scrisse con diversi nomi inventati, gli eteronimi, ciascuno dei quali firmava opere diverse.

Coerentemente, la sua tomba, opera dello scultore Lagoa Henriques, riporta versi di quattro di quei nomi: Caeiro, Reis, Campos e Soares. Si trova nella galleria nord del piano terra, dove le sue spoglie furono traslate nel 1985, cinquant’anni dopo la morte.

La chiesa: Vasco da Gama, Camões e i re

La tomba di pietra scolpita di Vasco da Gama dentro la chiesa dei Jerónimos
La tomba di Vasco da Gama, nella chiesa Foto: Jakub Hałun, CC BY 4.0

Prima di entrare guarda il portale sud, sul lato del fiume, scolpito da João de Castilho nel 1517–18. La figura tra le due porte è Enrico il Navigatore, il principe che diede il via alle navigazioni di scoperta del Portogallo.

Una volta dentro, noterai che le tre navate arrivano alla stessa altezza sotto un’unica volta di pietra, e la chiesa sembra un unico enorme salone.

Appena oltre l’ingresso, sotto il coro, a sinistra riposa Vasco da Gama. A destra c’è Luís de Camões, il poeta nazionale del Portogallo, che nei Lusiadi (1572) racconta il viaggio di Gama.

Entrambe le tombe sono del XIX secolo, ma quella di Camões potrebbe non contenere Camões. Nel 1854 una commissione cercò le sue ossa nella chiesa dove era stato sepolto: stabilì che alcune erano sue, senza saper dire quali, e tutto ciò che trovò fu portato qui nel 1880.

Più avanti, nel presbiterio, i re portoghesi Manuele I e Giovanni III riposano con le rispettive regine, su tombe sorrette da elefanti di marmo, un richiamo all’India.

Biglietti, code e orari del Monastero dos Jerónimos

L’ingresso alla chiesa è gratuito. Il chiostro, con la sala capitolare e il refettorio, richiede un biglietto, ed è incluso nella Lisboa Card.

Chiostro
Dal martedì alla domenica, 9:30–17:30, ultimo ingresso alle 17:00
Chiesa
Ingresso gratuito. Dal martedì al sabato 10:30–17:00; domenica e festività religiose 14:00–17:00
Biglietteria
Chiude alle 16:30
Bambini
Gratuito fino a 12 anni
Chiuso
Lunedì, 1° gennaio, domenica di Pasqua, 1° maggio, 13 giugno (festa della città di Lisbona), 25 dicembre

Puoi prendere la Lisboa Card a 31 €, oppure il biglietto del solo chiostro a 19,50 €. Se puoi, compra in anticipo: nei giorni di punta i biglietti si esauriscono e alla cassa non ne restano.

Anche con la card serve una fascia oraria, che si prenota senza costi. La prenoti con il numero della card fisica, quindi l’e-ticket ricevuto per e-mail non basta: ritira prima la card a uno sportello turistico Ask Me Lisboa. Per chi ha la card c’è una quota giornaliera riservata, che in alta stagione si esaurisce.

Con qualunque biglietto, la fascia oraria prenotata non ti fa saltare la fila, e d’estate aspetti in pieno sole. Il monastero stesso avverte che nei giorni affollati l’attesa può superare le due ore.

Se la fila è nella norma, calcola da un’ora e mezza a due ore in tutto. Dal martedì al sabato puoi fare il chiostro dalle 9:30 e la chiesa dalle 10:30 nella stessa mattina.

Lascia in hotel borse grandi e zaini: non si possono portare, come cibo e bevande. Audioguide non ce ne sono.

Come nacque il Monastero dos Jerónimos

Prima del monastero, su questa riva sorgeva una piccola cappella, che Enrico il Navigatore aveva fatto ampliare nel 1459. Gama vi trascorse la veglia il 7 luglio 1497 e partì la mattina dopo.

Tre anni dopo Pedro Álvares Cabral salpò dalla stessa spiaggia per il viaggio che arrivò in Brasile. Poco dopo Manuele I, il re che aveva mandato Gama, sostituì la cappella con qualcosa di molto più grande.

La navata principale della chiesa dei Jerónimos, con la volta a nervature di pietra
La navata della chiesa, sotto un’unica volta di pietra Foto: Szilas, Public domain

I lavori iniziarono nel 1501 o nel 1502, pagati, a quanto si racconta, con una tassa del 5% sulle spezie dell’India. I monaci dell’Ordine di San Girolamo diedero poi il nome al monastero.

Vi rimasero per più di tre secoli. Nel dicembre 1833 lo Stato prese il monastero e lo affidò alla Casa Pia, una scuola di beneficenza, che lo tenne fino al 1940.

Accanto alla chiesa, la lunga ala sul lato ovest sembra altrettanto antica ma è del XIX secolo. Ospita il Museo Nazionale di Archeologia, che è nell’elenco della Lisboa Card ma è chiuso per lavori di ristrutturazione.

Dal 1983 il monastero è patrimonio dell’umanità UNESCO, insieme alla Torre di Belém, e nel dicembre 2007 i capi di Stato e di governo dell’Unione europea firmarono qui il Trattato di Lisbona.

Belém dopo i Jerónimos

Arrivare è facile. Il tram 15E impiega circa mezz’ora da Praça da Figueira, il treno da Cais do Sodré circa 8 minuti, più una breve camminata. Entrambi sono inclusi nella Lisboa Card.

Il resto di Belém si gira a piedi lungo il fiume.

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